Food Valley

Lettura consapevole

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Luca Ponzi e Mara Monti hanno scritto a quattro mani un’inchiesta su uno dei fenomeni in crescita più allarmanti nell’attuale panorama mondiale: si chiama agromafia, fattura 12,5 miliardi di euro all’anno e produce un danno alla nostra economia per circa 60 miliardi di euro. Molti dei prodotti simbolo del nostro made in Italy provengono da vere e proprie attività criminali: mozzarella blu, concentrato di pomodoro con scarti di fogliame, spaghetti “tipici” prodotti in Portogallo. E ancora: 2100 chili di bresaola della Valtellina confezionata con carne di manzo uruguayana, decongelata, avariata e con tanto di marchio IGP. Ma nemmeno i dolci fanno eccezione: savoiardi, amaretti e crumiri spalmati con un olio lubrificante usato nell’industria delle plastiche e dei cosmetici; è la specialità di uno stabilimento del torinese. Per bere non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra le migliaia di litri di vino sequestrato, adulterato o contraffatto, a seconda delle preferenze.
Per la prima volta nella storia, in nome del guadagno a tutti i costi, si rischiano avvelenamenti di massa. In gioco però non c’è solo l’alimentazione, ma anche una delle risorse più preziose del nostro Paese: la cultura e il valore del mangiare bene.

9788854150331_CiboCriminaleCIBO CRIMINALE

Editore: Newton Compton Collana: ControcorrenteData
Prezzo di listino: € 9,90
Disponibile in formato E-Book

 

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Cosa si mangia nella mia città

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L’ispirazione è venuta grazie a un articolo pubblicato su dissapore.com: Parma è famosa in tutto il mondo per la cultura gastronomica che la contraddistingue ma, esattamente, cosa si mangia qui che sia introvabile non solo nel resto d’Italia ma anche nel resto dell’Emilia?
Le risposte potrebbero essere diverse , a seconda di gusti e pareri, ma la verità è una: il cavallo pesto o, in lingua parmigiana, caval pist (astenersi vegetariani, vegani e non amanti della carne).

Origini storiche: l’uso di alimentarsi con la carne di cavallo è molto recente e dovunque ha trovato forte opposizione, per tabù pesto_tartara_1-300x238alimentari perpetuati nel tempo che ne hanno reso difficile l’introduzione ed il consumo.
Tale abitudine vede le proprie origini in Francia e Germania, tra il 1832 e il 1851.
La prima macelleria aperta in Italia, a Torino nel 1865, fu assalita dalla popolazione e difesa a stento dalle guardie.
A Parma il Comune aveva autorizzato fin dal 1873 la macellazione di carne equina, ma solo nel 1881 un certo Orlandelli aprì la prima beccheria in via Farnese, nell’Oltretorrente, dove si trova ancora sormontata da una scultura di testa di cavallo.
Da allora i consumi sono aumentati e non manca chi non disdegna di usarla anche per gli anolini (cappelletti).

pesto cavalloSi preferisce consumarla fresca e spesso cruda, distinguendo il pesto, cioè la carne tritata e macinata, in tre categorie in base alla quantità di grasso contenuta.
Il pesto viene insaporito, recente l’introduzione anche dell’aglio, e consumato già condito, a seconda dei gusti, aggiungendovi olio e limone.
Molti parmigiani amano il cavallo pesto che sono usi mangiare, oltre che a pranzo, anche nei panini, condito con olio e pepe o in preparazioni tipiche che prevedono la guarnizione con carciofi, insalata e scaglie di Parmigiano.

Buone abitudini

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A quanti sentiamo dire che la cosa di cui più sentono la mancanza di Parma è il Parmigiano Reggiano?
E a quanti sentiamo dire (complice il caldo) “Non vedo l’ora che arrivi il Natale”?

Eccovi accontentati, un video che farà venir voglia di feste natalizie e, al contempo, di una scaglia del nostro formaggio più invidiato in ogni angolo del pianeta:

Storie di Parma Menù

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cropped-logo-blog1Il blog  di Parma Menù nasce per (ri)leggere in modo diverso la tradizione culinaria parmigiana e parmense, per far arrivare via etere i profumi della nostra tavola, per scatenare la curiosità di vedere da vicino uno dei territori più belli d’Italia, sempre attenti alle novità che il mondo dell’enogastronomia ha da offrire.

Ricette, consigli, curiosità: Simone, lo chef di Hostaria delle Terre Verdiane, svelerà i segreti della propria cucina nella sezione a lui dedicata, mentre Francesca stupirà dietro i fornelli con piatti veloci, semplici e gustosi, mai senza un paio di tacco 12.
Il Boss dedicherà un po’ del suo tempo a raccontare i suoi Itinerari di sapori, navigando per mare, monti e rete.
Infine, Storie dalla Food Valley raccoglierà interviste, cronache e testimonianze da una terra che non smetterà mai di stupire.