Slow Food

Italians do it better?

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Da sempre l’Hamburger è considerato il cibo degli “americani” la cosa più lontana dal gusto e dalla tradizione italiana, il simbolo di quel Fast Food così lontano dal nostro concetto di stare insieme a tavola a condividere non solo sapore ma anche parole e allegria.

Anche per questo nacque Slow Food, creata da quel genio di Carlin Petrini, come risposta al cibo veloce che rischiava di conquistarci senza convincerci. Petrini aveva capito che quel patrimonio di gusto e cultura era in pericolo. Per questo nel 1986 nacque a Bra Slow Food. E tante cose sono cambiate grazie alla sua visione, ma forse nemmeno lui avrebbe mai pensato che l’Hamburger simbolo del Fast Food sarebbe stato conquistato dagli italiani.

Per questo oggi possiamo mangiare Hamburger di Razza Piemontese, di Chianina, di Bufalo o di Strolghino di Culatello, preparati con parti scelte, senza chimica o aromi artificiali. Solo buona carne cotta alla griglia.

Da noi, nelle nostre Hostarie delle Terre Verdiane si può ordinare un hamburger italiano, tutto italiano. Noi amiamo quello di Strolghino di Culatello di Massimo Pezzazi di Diolo, accompagnato da insalata verde e pomodori, composta di cipolle rosse preparata dai nostri cuochi, patatine croccanti fatte con patate fresche non surgelate e due belle fette di pane, il classico panino da Hamburger , fatto per noi dal nostro fornaio di Soragna. E fidatevi, abbinandolo ad una bella birra del Birrificio del Ducato , magari la pluripremiata Via Emilia, avrete fatto il pieno di gusto e territorio. Tutto con prodotti a Km0.

Ma all’Hostaria c’è il meglio dell’Italia, e anche se fanno qualche km non ci sentiamo di rinunciare alla pasta di Gragnano o a quella di Campofilone. Anche per questo mettiamo ogni giorno nel nostro menù le paste regionali. Grano italiano, trafilatura in bronzo , lenta essicatura e tanto tanto sapere da parte di artigiani che tramandano con innovazione e fedeltà i sapori che hanno reso l’Italia il posto migliore, al Mondo, dove sedersi a tavola.

Slow Food Story

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Il cibo è un viaggio attraverso il gusto ed il Collecchio Film Festival, in scena fino a domenica nella suggestiva cornice del Parco Nevicati, per il decimo anno ha dato ampio respiro a film e documentari . Tema: il viaggio.
ll Collecchio Video Film Festival ha dedicato l’apertura della kermesse alla straordinaria epopea di un’idea partita dalla profonda provincia d’Italia e divenuta movimento globale: lo Slow Food.

SLOW FOOD STORY:

di Stefano Sardo, Italia, 2013
IL LUNGO VIAGGIO DI UN’IDEA
A chi guardasse solo oggi il fenomeno Slow Food salterebbero all’occhio gli numeri imponenti della sua diffusione internazionali: i 400 presìdi sparsi in tutto il mondo; la rete organizzativa quasi ‘militare’ che raccoglie, in un esercito pacifico e gioioso, milioni di persone in 150 paesi. Eppure la storia di Slow Food è innanzitutto quella di una piccola e potentissima idea coltivata da un gruppo di amici, un po’ guadenti e un po’ visionari, a Bra, cittadina di appena trentamila anime nel cuore delle Langhe cuneesi.