Parma

WIP all’Hostaria del Fidenza Village!

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Work in progress all’Hostaria del Fidenza Village! Presto, lo storico spazio riaprirà in veste completamente rinnovata!
Nel frattempo, rimaniamo aperti nel Temporary Store di fronte all’ufficio informazioni, all’ingresso centrale del Fidenza Village.
Venite a trovarci!

Fidenza Village, via San Michele Campagna – Uscita di Fidenza dell’autostrada A1

host village

Liquore all’Erba Luigia

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DSC_5953La preparazione è molto semplice e non richiede nessuna particolare attrezzatura, basta saper aspettare il tempo necessario per l’estrazione dei suoi oli essenziali tramite l’alcol a freddo.

Uno dei liquori più famosi della tradizione parmigiana è il liquore all’Erba Luigia, così chiamato in onore dell’amatissima sovrana Maria Luigia d’Austria, moglie di napoleone Bonaparte.

Il liquore, di un bellissimo verde smeraldo, è in vendita in ogni punto shop dell’Hostaria delle Terre Verdiane ma, se vi volete cimentare nella sua preparazione casalinga, questa è la ricetta:

Ingredienti:
300 gr di zucchero
600 ml di acqua
100 foglie di erba cedrina
4 foglie di menta e 2 foglie di basilico
1 limone
700 ml di alcool per alimenti

Preparazione: sciogliere su fuoco moderato 3 etti di zucchero in 600 ml d’acqua e lasciare raffreddare.
Una volta raffreddato, mettere questo sciroppo in un vaso da 2 Kg a chiusura ermetica insieme a 100 foglie di erba cedrina, 4 foglie di menta, 2 foglie di basilico, 1 limone tagliato a pezzi e 700 ml di alcool per cucina a 90°.
Lasciare il vaso a riposo in un locale buio, ricordandosi di agitarlo una volta al giorno.
Dopo un mese filtrare il tutto, imbottigliare e lasciare riposare per almeno otto mesi.
(fonte: http://turismo.comune.parma.it)

 

 

Slow Food Story

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Il cibo è un viaggio attraverso il gusto ed il Collecchio Film Festival, in scena fino a domenica nella suggestiva cornice del Parco Nevicati, per il decimo anno ha dato ampio respiro a film e documentari . Tema: il viaggio.
ll Collecchio Video Film Festival ha dedicato l’apertura della kermesse alla straordinaria epopea di un’idea partita dalla profonda provincia d’Italia e divenuta movimento globale: lo Slow Food.

SLOW FOOD STORY:

di Stefano Sardo, Italia, 2013
IL LUNGO VIAGGIO DI UN’IDEA
A chi guardasse solo oggi il fenomeno Slow Food salterebbero all’occhio gli numeri imponenti della sua diffusione internazionali: i 400 presìdi sparsi in tutto il mondo; la rete organizzativa quasi ‘militare’ che raccoglie, in un esercito pacifico e gioioso, milioni di persone in 150 paesi. Eppure la storia di Slow Food è innanzitutto quella di una piccola e potentissima idea coltivata da un gruppo di amici, un po’ guadenti e un po’ visionari, a Bra, cittadina di appena trentamila anime nel cuore delle Langhe cuneesi.

Souvenir da Parma

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Lomogram_2013-08-20_11-50-12-AMIl vero turismo a Parma inizierà a breve: la stagione migliore per visitarla parte a metà settembre e termina a fine novembre, nebbia permettendo.
In ogni caso, uno dei migliori souvenir gastronomici da portare a casa in qualsiasi periodo dell’anno è lui: il Prosciutto di Parma.
Rigorosamente con il marchio con la corona a cinque punte.

Imperdibile, inoltre, il museo dedicato al nostro Re dei salumi: Il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma propone un percorso che consente di ricostruire il processo di produzione, dal suino ai salumi, dei pregevoli prodotti dell’arte salumaria parmense.

C/o Ex Foro Boario
Via Bocchialini, 7
Langhirano (PR)

Week end a tutta birra – parte 2

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DSC_5378Due nuove proposte artigianali direttamente da un birrificio del territorio di Parma, uno dei migliori su tutto il territorio nazionale: il Birrificio del Ducato che, in ogni sua produzione, si differenzia per la sensazione che le sue birre non pastorizzate provocano al primo impatto con il palato: la qualità si vede e, soprattutto, si sente.

BIRRA VIÆMILIA: bassa fermentazione, colore giallo dorato e caratterizzata da aromi floreali ed erbacei, accompagnata da reminescenze di miele d’acacia e un amaro pronunciato.
La VIÆMILIA è stata la prima birra creata dal Birrificio del Ducato. Nonostante sembri una semplice “birra chiara”, la sua lavorazione è lunga e delicata. Passa sei settimane in cantina: una settimana per la fermentazione primaria e oltre quattro settimane di maturazione a 3 °C, durante le quali avvengono una serie di reazioni che permettono alla birra giovane di affinarsi. In questo intervallo di tempo vengono aggiunti i preziosi fiori di luppolo che tutti gli anni, verso i primi giorni di settembre, vengono selezionati direttamente dai contadini di Tettnang (un piccolo paese del sud della Germania famoso per la straordinaria qualità dei suoi luppoli da aroma). È grazie a questa pratica (chiamata dry-hopping) che la VIÆMILIA esprime i suoi profumi floreali ed erbacei.

Abbinamenti: ottima con salumi del territorio (Culatello, Strolghino, Prosciutto di Parma), fritture di verdure e formaggi freschi (Caprini). Anche se si gusta molto bene da sola, moltissimi suoi ammiratori sono soliti usare l’espressione “da berne a secchiate”.

BIRRA A.F.O. ALE FOR OBSESSED: alta fermentazione, color ramato intenso, è caratterizzata dalla generosa luppolatura che prevede l’utilizzo di nove luppoli di diversa provenienza (tra cui gli americani Chinook, Cascade e Amarillo che le conferiscono profumi agrumati e di frutta esotica) e da un carattere caramellato con delicate tostature che equilibra egregiamente l’amaro.
La A.F.O., uscita contemporaneamente alla VIÆMILIA a fine marzo 2007, è stata la seconda creazione del Birrificio del Ducato ed è stata influenzata da subito dal carattere così nuovo e irresistibile dei luppoli americani.

Abbinamenti: carni rosse alla brace (manzo, agnello, maiale), Parmigiano Reggiano di 30 mesi (l’abbinamento ideale) 

Entrambe in vendita presso l’Hostaria delle Terre Verdiane, ottime anche come aperitivo e dopo cena. Da gustare fredde ma non ghiacciate.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.birrificiodelducato.net

Frutti dimenticati

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Frutti dimenticati o meglio conosciuti come frutti antichi, ovvero quelle varietà di frutta che, per ragioni legate alla loro commerciabilità, sono state escluse dalla vendita al dettaglio.
Nella fattispecie, queste varietà sono caratterizzate da frutti troppo piccoli, dall’aspetto bruttino e quindi poco adatte al commercio, magari anche con un sapore troppo particolare, non facilmente apprezzabile.
La ricerca e il conseguente recupero delle antiche varietà da frutto ha avuto inizio negli anni ’80, quando pochissimi amatori, non professionisti, veri archeologi vegetali, memori dei sapori del passato, hanno intrapreso una paziente “caccia al tesoro” per campagne, colline e montagne, giardini e frutteti abbandonati, nella speranza di trovare qualche pianta da frutto superstite di un’epoca in cui ancora veniva accudita ai fini produttivi.
A queste riscoperte sono legate storie incredibili: varietà trovate all’interno di conventi arroccati su montagne del centro Italia, altre recuperate sul ciglio di una strada di campagna, nei boschi o nelle antiche dimore storiche di famiglie nobili ormai estinte, molte salvate dalle ruspe o che dal diserbante. Così sono state recuperate, soprattutto grazie all’intervento di privati appassionati e da vivaisti lungimiranti.
Fra i vantaggi offerti dalle varietà antiche vi è la loro forte capacità di adattamento all’ambiente e una buona resistenza ai parassiti, oltre, ovviamente, a una dose consistente di “rusticità” che si nota nei dettagli: buccia più spessa, sapori decisi e originali, dimensioni ridotte e contorte. La loro coltivazione richiede però maggiore impegno e, per quanto riguarda la commercializzazione, è preferibile la vendita diretta, in modo tale che il consumatore abbia la possibilità di conoscerne il valore aggiunto.
frutti antichiAlcuni dei frutti antichi più curiosi è la Mela Cioca Rumela, un insolito frutto con una cavità al centro che fa sì che, una volta agitata, la mela produca un rumore simile ad una scatoletta piena di semi.
Il Biricoccolo invece, conosciuto anche con il nome dialettale di Albicocco del Papa, era invece molto diffuso nella Pianura Padana e caratterizzato da fioritura rigogliosa, oltre che da un piccolo frutto con polpa arancio e buccia molto pelosa.
Tra le varietà di pera troviamo la strangola Preti, che matura nelle prime due settimane di ottobre, un frutto piccolo, da consumare cotto e una polpa abbastanza croccante e dal sapore aromatico.
Mentre tra le numerosissime specie di melo, troviamo la mela Limoncino, piccola, dalla forma allungata e con un caratteristico sapore acidino che ricorda il limone.

Nel territorio di Parma e dintorni, i frutti antichi hanno un pubblico affezionato e ancora più affezionati coltivatori: il sito di riferimento è http://www.fruttiantichi.net e sabato 5 e domenica 6 ottobre, dalle 9.00 alle 18.30, tornerà l’annuale rassegna dedicata ai frutti antichi al Castello di Paderna, in provincia di Piacenza: una manifestazione unica per toccare con mano alcune meraviglie della natura, visitare mostre e

Week end a tutta birra – parte 1

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Le mode dei cocktails estivi difficilmente subiscono cambiamenti: in spiaggia, in piscina e ovunque ci sia acqua fresca a fare da sfondo, il mojito resta la bevanda alcolica più consumata da quando il mito di Ernest Hemingway ne diffuse la cultura, affiancato da Margarita, Cuba Libre, Negroni, Cosmopolitan.
birraNelle calde sere estive in città è invece la birra a essere sempre più protagonista indiscussa dall’aperitivo al dopo cena: il consiglio è di non farsi cogliere mai impreparati, tenendo sempre in frigorifero un paio di birre a km zero.
Parma, provincia e dintorni non mancano di stupire per l’ampia varietà di birre che è possibile trovare nei microbirrifici artigianali sparsi su tutto il territorio:

Birrificio del Ducato – Golden Ale: “La Golden Ale ha profumi che ricordano il cedro e il limone, con sfumature di miele d’acacia. Al gusto le tenui note del malto sono equilibrate da un amaro discreto. Di corpo leggero, ha un finale secco e pulito. Questa è una birra molto fresca, semplice ma non banale, facile da bere ma anche ricca di gusto. La Golden Ale interpreta lo stilnovismo birrario di questi tempi, l’uso di luppoli americani come Citra e Athanum insieme a nobili luppoli tedeschi permettono di ottenere quel bouquet così fine e seducente che inebria i sensi ci porta a berne e riberne”.

Beerbante di Colorno: Terza Media: “European Pale Lager, Bohemian Pilsner a bassa fermentazione e dal colore biondo come il grano sotto il sole di mezzogiorno. Va servita a 8°C, il risultato è una birra che soddisfa tutti i palati con la sua semplicità e piacevolezza. Molto delicata, viene proposta in fusto da cui è possibile spillarla a freddo o in bottiglia”.

Birra di Parma Oro delle cantine Ceci: “Birra non filtrata, non pastorizzata, rifermentata in bottiglia con i lieviti del lambrusco. Perfetta in abbinamento con antipasti, primi piatti non elaborati, formaggi vaccini freschi, sposa anche arrosti di carni bianche o saporite zuppe di verdure, anche se bevuta come aperitivo da il meglio di sé: è ottenuta da una  miscela di malti europei, che consente alla birra di avere un corpo pieno e contemporaneamente una alta bevibilità. Il meltin pot dei luppoli caratteristico, soprattutto perché rilasciano delle decise sensazioni aggrumate e fresche”.

Sono ben accetti consigli e segnalazioni di ottime birre artigianali…nel frattempo buon fine settimana, con l’invito a gustare una birra seduti nei tavolini all’aperto dell’Hostaria delle Terre Verdiane a Salsomaggiore, via Loschi 5!

 

Aspettando il Bicentenario Verdiano

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Cattura

Nacque il 10 ottobre 1813, Giuseppe Verdi, l’uomo che avrebbe cambiato per sempre il volto di Parma e della musica.
Nacque in un piccolissimo borgo della Bassa parmense, allora chiamato Le Roncole, oggi Roncole Verdi in suo onore.
E, per celebrarlo, nonostante le difficoltà del momento, sono in programma nel mese di ottobre numerose manifestazioni musicali e culturali, tra cui la messa in scena di tre sue opere: calcheranno il palco del Teatro Regio di Parma i personaggi e le musiche de I Masnadieri, Falstaff e Simon Boccanegra.

Il programma completo del Teatro Regio è consultabile all’indirizzo: http://www.teatroregioparma.org/verdifest/

Elogio della bicicletta (e della Bassa)

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biciUna delle immagini più evocative che contraddistinguono la Bassa parmense, terra di storia e sapori, è innegabilmente la bicicletta. Vecchie grazielle un po’ sgangherate con cui tuttora è un piacere percorrere gli argini del Po, le strade bianche attraverso i campi e gli acciottolati dei centri storici, all’ombra di porticati che sembrano non finire mai.

Non è raro trovare foto d’archivio che documentino quanto questo mezzo di trasporto abbia contrassegnato generazioni e generazioni che, soprattutto a partire dall’inizio del ‘900, hanno viaggiato a cavallo di due ruote, due pedali e con il vento tra i capelli.
Nonni e bisnonni di tutte le famiglie parmensi hanno almeno un aneddoto di vita che racconta di biciclette: una scampagnata in due, con la fidanzata appesa alla canna o seduta sul portapacchi; le staffette antifasciste, le donne che caricavano la bicicletta di borse nei giorni di mercato. E, ancora, fughe d’amore o dalle piene del Po, traslochi, pendolari che della bicicletta hanno fatto necessità e virtù.

Sono molte le città dell’Emilia dove la bicicletta rimane il mezzo di trasporto più diffuso e usato, soprattutto per muoversi in città: Parma è tra queste.
I motivi sono tanti: comoda, pratica, facile da parcheggiare, zero spese, zero consumi e, aspetto non da sottovalutare, un aiuto all’attività fisica. Senza considerare il buon umore che sa scatenare una pedalata, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

Anche il mondo del cinema ha saputo raccontare il fascino e la semplicità della vita a due ruote (senza motore) con alcune scene entrate a far parte nella storia della cinematografia: