Food&Wine

http://www.dissapore.com/grande-notizia/cucine-da-incubo-2-cannavacciuolo/

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Ritorna il grande Cannavacciuolo in Cucine da Incubo…noi non ci siamo persi una puntata. In questo interessante articolo di uno dei nostri Blog preferiti,   DIssapore, un approfondimento veramente interessante in pieno stile Dissapore…niente di sacro tranne il cibo!

Spiedini di polpette al sapore messicano

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La zucchina furba

polpette

Care amiche e cari amici della Zucchina, sono settimane che non posto una mia ricetta! Mea culpa…ho avuto talmente tanti nuovi impegni inaspettati, che mio malgrado ho dovuto smettere di cucinare, o almeno ho smesso di cucinare piatti degni di essere fotografati… 😉

Ieri per la prima volta ho avuto una domenica più tranquilla del solito, a parte una piacevole visita in un museo della zona in occasione delle giornate del FAI, c’è stato tutto il tempo per rilassarmi e cucinare, così oggi posso proporvi questa ricetta che è tra le mie preferite in assoluto: spiedini di polpette.

Le mie polpette hanno un aroma davvero strepitoso grazie all’uso di salsa messicana al posto della classica salsa di pomodoro, vi assicuro che fa davvero la differenza e non è piccante! Se amate i sapori piccanti usate salsa piccante. Possono essere mangiate anche da sole con un contorno di purè di patate…

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CROSTATA DI RICOTTA E FRAGOLE

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Stavo spegnendo il computer quando mi sono imbattuto in questa ricetta…che ne dite? Io credo che la sperimenterò presto

On The Road-Joe Bastianich Music Tour: il Bastianich che non ti aspetti…e che non dilude

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Vi segnaliamo questo articolo sulla nuova trasmissione di Bastianich. Devo dire che anche io ero partito prevenuto ed invece sono rimasto incollato al televisore per la passione ed il rispetto che Bastianich ha nei confronti della musica tradizionale…ma l’autore del Blog Se Telecomando spiega tutto molto meglio 🙂

Se Telecomando

Bastianich e i musicisti pugliesi sul palco Bastianich e i musicisti pugliesi sul palco

Quando si parte prevenuti c’è sempre il rischio di rimanere piacevolmente sorpresi.
Ero davvero convinto di farmi quattro risate con la nuova trasmissione di Sky Arte, “On The Road-Joe Bastianich Music Tour“, trovandomi davanti a qualcosa di terribilmente pacchiano  dal titolo eccessivamente presuntuoso, e invece Mr Diludendo confeziona (e produce) un lavoro davvero niente male.
Si tratta di una serie di brevi documentari che ci portano nel cuore della musica popolare italiana. Certo, lui si prende un po’ in giro, dice “diludi” e “se faccio solo Masterchef muoro”, e ovviamente c’è della finzione in alcuni dialoghi tra i protagonisti (con il giudice di Masterchef c’è Mike Seay, percussionista della sua band The Ramps), ma il risultato è gradevole e si fa seguire.

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Italians do it better?

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Da sempre l’Hamburger è considerato il cibo degli “americani” la cosa più lontana dal gusto e dalla tradizione italiana, il simbolo di quel Fast Food così lontano dal nostro concetto di stare insieme a tavola a condividere non solo sapore ma anche parole e allegria.

Anche per questo nacque Slow Food, creata da quel genio di Carlin Petrini, come risposta al cibo veloce che rischiava di conquistarci senza convincerci. Petrini aveva capito che quel patrimonio di gusto e cultura era in pericolo. Per questo nel 1986 nacque a Bra Slow Food. E tante cose sono cambiate grazie alla sua visione, ma forse nemmeno lui avrebbe mai pensato che l’Hamburger simbolo del Fast Food sarebbe stato conquistato dagli italiani.

Per questo oggi possiamo mangiare Hamburger di Razza Piemontese, di Chianina, di Bufalo o di Strolghino di Culatello, preparati con parti scelte, senza chimica o aromi artificiali. Solo buona carne cotta alla griglia.

Da noi, nelle nostre Hostarie delle Terre Verdiane si può ordinare un hamburger italiano, tutto italiano. Noi amiamo quello di Strolghino di Culatello di Massimo Pezzazi di Diolo, accompagnato da insalata verde e pomodori, composta di cipolle rosse preparata dai nostri cuochi, patatine croccanti fatte con patate fresche non surgelate e due belle fette di pane, il classico panino da Hamburger , fatto per noi dal nostro fornaio di Soragna. E fidatevi, abbinandolo ad una bella birra del Birrificio del Ducato , magari la pluripremiata Via Emilia, avrete fatto il pieno di gusto e territorio. Tutto con prodotti a Km0.

Ma all’Hostaria c’è il meglio dell’Italia, e anche se fanno qualche km non ci sentiamo di rinunciare alla pasta di Gragnano o a quella di Campofilone. Anche per questo mettiamo ogni giorno nel nostro menù le paste regionali. Grano italiano, trafilatura in bronzo , lenta essicatura e tanto tanto sapere da parte di artigiani che tramandano con innovazione e fedeltà i sapori che hanno reso l’Italia il posto migliore, al Mondo, dove sedersi a tavola.

Fusilli all’ortica con frutti rossi e semi di papavero

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A noi sembrano buonissimi…da provare!!!

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E voi di che caffé siete?

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Anche per voi la mattina inizia solo dopo il primo caffé?

L’italia una volta si divideva tra quelli della Moka a casa e del’Espresso al Bar.

Oggi però l’Italia della tradizione, dei mille segreti tramandati di generazione in generazione per la preparazione del caffè con la tradizionale Moka arranca davanti alla praticità delle cialde…

Pubblichiamo qui un articolo di Dissapore, splendido blog sul mondo del cibo e dei sapori

 

http://www.dissapore.com/grande-notizia/prezzo-caffe-capsule

Boom del caffè in capsule: quanto ci costa essere George Clooney…

Cibus 2014 International Food Community. Parma 5- 8 Maggio

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Il CIBUS 2014 Salone Internazionale dell’alimentazione ritorna a Parma!


Le eccellenze italiane incontrano il mondo distributivo, nazionale ed estero. Ad un anno da Expo 2015, la food business community internazionale si dà appuntamento  a Parma dal 5 all’8 maggio. La 17° edizione di Cibus avrà caratteristiche nuove trasformando il tradizionale Salone Internazionale in una fiera multicanale, aperta a tutta la filiera alimentare, sia produttiva che distributiva. Un’evoluzione dettata dal mercato, ma anche dall’imminente evento internazionale Expo 2015.

Lo sviluppo di Cibus 2014, a Parma dal 5 all’8 maggio, porta ad una offerta flessibile che vedrà le grandi aziende alimentari a fianco delle piccole e medie, le catene distributive  estere ed italiane assieme al commercio al dettaglio e ai duty free, i grandi brand del made in Italy vicino alle eccellenze e alle nicchie come il biologico ed il gluten free, la  ristorazione tradizionale accanto alla ristorazione travel e…

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“Ingrediente Parma” Festival del Cibo. 12 e 13 Aprile a Parma

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Il 12 e il 13 aprile  per le  vie del centro  città  a Parma andrà in scena “ Ingrediente Parma “, un festival del cibo, e dell’assaggio, con le migliori specialità locali.

Travel Emilia Romagna parla di ” Ingrediente Parma”  e dei percorsi gastronomici nella capitale del cibo!

Se c’è un luogo nel mondo, Travel Emilia Romagna racconta,  dove il cibo si è fatto cultura, arte e pensiero, questo è la città di Parma.

Fin dalla nascita del Ducato e con l’arrivo in Emilia delle più importanti famiglie nobiliari europee, la città di Parma si è affermata uno dei centri della vita culturale e artistica del Nord Italia, diventando luogo di produzione, commistione e sperimentazione delle arti e della cultura.

Benedetto Antelami -preparazione dei salumi -Battistero di Parma (foto di Academia Barilla)

Non fa eccezione la gastronomia, oggi come allora accessorio della ricchezza e dell’opulenza, che a Parma trovò una ambiente di sviluppo ideale: i prodotti della fertile pianura, gli allevamenti…

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Hostaria delle Terre Verdiane è anche spazio lettura

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C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda. (José Saramago)

 

Prodotti: il Nocino

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Il nocino è un infuso di noci acerbe, raccolte, secondo la miglior tradizione, nei giorni vicini alla festa di San Giovanni, il 23 giugno, messe in infusione in alcol con aggiunta di zucchero e, in piccole quantità, di aromi quali cannella, chiodi di garofano, scorza di limone, macis, ecc..
Quando i romani invasero la Britannia vi trovarono uno strano popolo che, per l’uso che avevano di dipingersi il volto e di tatuarsi il corpo, chiamarono Picti (dipinti ).
Questo popolo usava bere, specialmente nella notte del solstizio d’estate durante riti particolari, uno strano liquido scuro che li rendeva particolarmente euforici, un infuso di noci acerbe in miele e frutta fermentati, era l’antenato del nocino.

La tradizione del nocino a Noceto è molto antica, qualche leggenda la fa risalire ai legionari romani che ne avrebbero importato la ricetta dalle Gallie; altri lo fanno risalire a un soldato di ventura alle dipendenze dei signori di Noceto. Questi avrebbe consigliato il prezioso infuso ad un cavaliere desideroso di conquistare il cuore di una nobile dama. Naturalmente il cavaliere ebbe successo.
Infine perché non pensare che i celti, che hanno dimorato sul territorio nocetano, abbiano insegnato a fare l’infuso agli abitanti di Noceto; la leggenda che vuole che a raccogliere le noci sia, all’alba del solstizio d’estate, una vergine a piedi nudi,richiama molto i riti dei druidi, i sacerdoti dei celti.
Si fa risalire il toponimo Noceto all’esistenza, al tempo dei romani che lo chiamavano Noxetum, di numerosi boschi di noci e le persone più anziane ricordano che, all’inizio del XX secolo, i viali d’ingresso al paese erano ancora di alberi di noce.
Tra tante leggende e supposizioni resta indubbia una cosa, la ricetta del”Nocino di Noceto” viene da una famiglia, la famiglia Cotti, che risiede nel comune da più di 400 anni.

Il “Nocino di Noceto” è stato riconosciuto dalla regione Emilia Romagna come prodotto tradizionale, la notizia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Le noci devono essere raccolte preferibilmente nella notte tra il 23 e il 24 giugno, la notte di San Giovanni Battista: la notte, cioè, più corta dell’anno, che segna la vittoria del sole sulle tenebre e la massima vitalità delle piante.
Un’antica credenza vuole inoltre che la rugiada (guazza) formatasi nella notte fra il 23 e il 24 giugno sia una panacea per ogni male, specie per i problemi dell’apparato digerente e per i disturbi gastro-intestinali, per i quali il liquore di noci è considerato un rimedio eccellente. La raccolta viene effettuata quando la maturazione non è ancora completa, e il mallo (cioè il rivestimento esterno del frutto) risulta verde e tenero. Le noci col mallo vengono poi tagliate, o comunque rotte, e messe in infusione in contenitori a chiusura ermetica, pieni di alcool puro a 96 gradi; nell’infuso possono venire aggiunti anche cannella, chiodi di garofano, noce moscata, corteccia di limone, naturalmente zucchero e – in alcuni casi – chicchi di caffè. L’infuso viene poi maturato al sole, o comunque in un luogo caldo e asciutto, per 40-60 giorni.
Successivamente viene fatto oggetto di una o più filtrazioni controllate, per chiarificarlo, e viene portato alla gradazione desiderata mediante l’aggiunta di acqua pura. Al consumo, il nucillo – nocino si presenta limpido, di colore bruno scuro più o meno accentuato, di profumo intenso con sentore di noce e di sapore aromatico, gradevole e persistente, tipico della noce immatura.

Perché assaggiare il Culatello DOP

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parmigiano + culatello“Il Culatello”, paragrafo tratto da Pomeriggi da Salsomaggiore di Nando Avanzini, Cappelli Editore, anno 1968.

Cos’è il Culatello? Il nome dice già da dove viene. E’ la parte più squisita del lombodi maiale, la stessa pressapoco da cui nasce il prosciutto. Nelle campagne parmensi, quando si uccide il maiale, il dilemma è questo, o fare due prosciutti o fare due culatelli.

Il Culatello di Zibello, citato con certezza per la prima volta in un documento del 1735, è un salume a Denominazione di origine protetta tipico della provincia di Parma ed è il salume più pregiato derivato dalla lavorazione del maiale. È ormai da anni catalogato tra i presidii di Slow Food dell’Emilia-Romagna.

LAVORAZIONE:

Il Consorzio del Culatello di Zibello ha stabilito che la lavorazione può avvenire solo in una determinata e circoscritta zona ed esclusivamente nel periodo tra ottobre e febbraio, quando la Bassa è avvolta dalla nebbia e dal freddo. È in quel periodo che la parte di carne ricavata dalla coscia dei suini adulti, allevati secondo metodi tradizionali, viene decotennata, sgrassata, disossata, separata dal fiocchetto e rifilata a mano, così da conferirle la caratteristica forma “a pera”.
A queste operazioni seguiranno poi, dopo circa una decina di giorni, la salatura e la cosiddetta investitura, cioè l’insaccamento del salume nella vescica del suino e la legatura con lo spago che, dopo la stagionatura, dovrà risultare a maglie larghe ed irregolari. La stagionatura in cantina accompagna il Culatello dalle nebbie invernali all’afa estiva, per arrivare sulle nostre tavole l’inverno successivo nel pieno delle sue più originali qualità di sapore.
Il periodo di stagionatura è da un minimo di 10 mesi per le pezzature inferiori (almeno 3 kg) fino ad una media di 14 mesi per tutti i pezzi. La produzione annua è di circa 50.000 pezzi di Culatello di Zibello DOP.

(fonte: wikipedia)

 

Ricette per combattere il freddo: stracciatella in brodo!

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LA RICETTA SEMPLICE PER COMBATTERE IL FREDDO: STRACCIATELLA IN BRODO

Ingredienti:
1 l di brodo (di pollo e di carne)
4 uova
4 cucchiai abbondanti di #Parmigiano grattugiato
4 cucchiai di semolino
prezzemolo tritato
sale
pepe
noce moscata
salso host2Procedimento:
Mettere in una ciotola le uova, il Parmigiano e il semolino, condire con sale, pepe e noce moscata e sbattere tutto, aggiungendo un poco di brodo. Riscaldare il brodo in una pentola e versare il composto, mescolando con la frusta.
Lasciare cuocere per 3-4 minuti e versare nelle ciotole, cospargendo con il prezzemolo tritato.
Buon appetito!