Food&Wine

Buon lunedì e buon inizio settimana!

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Per potenziare la memoria bastano tre caffè al giorno. A dirlo un esperimento su 100 volontari realizzato dall’università Johns Hopkins: la caffeina genera miglioramenti cognitivi, oltre all’apporto di preziose sostanze antiossidanti!
La caffeina della tazzina di caffè è infatti ritenuta responsabile della diminuzione del senso di fatica, dell’aumento della vigilanza e dell’aumento della motilità intestinale. Inoltre la caffeina a dosi appropriate potenzia gli effetti antidolorifici dell’aspirina, aumentandone la biodisponibilità. Altri componenti del caffè, fra cui i polifenoli – ricorda l’esperta – potrebbero avere effetti favorevoli prevenendo l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, del tumore del cavo orale/faringe, del tumore del fegato, della cirrosi epatica, del tumore dell’endometrio e forse del tumore del colon-retto.
BUON CAFFE’ A TUTTI!

L’importanza di essere un buon bicchiere di vino

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Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. (Ernest Hemingway)

collage vino

Non serve essere sommelier per apprezzare un buon bicchiere di vino: bianco o rosso, fermo o frizzante, il vino ha l’innata capacità di animare anche i piatti più semplici.
Parliamo delle regioni migliori in quanto a produzione vinicola: il Friuli Venezia Giulia produce un’ampia varietà di vini sia rossi che bianchi e uno di questi sta subendo un’impennata di apprezzamenti soprattutto tra i giovani tra i 25 e i 35 anni.
Si tratta della Ribolla Gialla, che porta il nome del vitigno italiano a bacca bianca autoctono del Friuli-Venezia Giulia, della Slovenia e della Cefalonia, nelle isole Ionie. In ogni sua variante, la Ribolla Gialla è caratterizzata da una buona acidità naturale e da aromi molto freschi, elementi che lo rendono apprezzabile anche, appunto, dal pubblico giovane.
Vivacità ed equilibrio sono i termini che più riassumono questo vino, adatto soprattutto ad accompagnare piatti a base di pesce. Negli ultimi anni si sta inoltre imponendo oltre i confini italiani, confermandosi come un vino di grande interesse internazionale.
Il colore è giallo paglierino dai riflessi verdognoli, meglio se bevuto giovane per apprezzarne al massimo gli ottimi sentori fruttati, mentre se bevuto dopo una maturazione in bottiglia di qualche mese si possono cogliere tutte le caratteristiche peculiari del vitigno da cui proviene.
Da provare: Ribolla Gialla Zuc di Volpe

Il giusto equilibrio

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barillaParliamo di Pasta: Barilla, tramite il proprio account ufficiale di Twitter, consiglia una dose di non più di 80 grammi a persona di pasta in occasione della prima puntata di Master Chef Italia. Cosa ne pensate?
Mangia Leggi Parma ne approfitta per proporre una veloce e gustosa ricetta con poche calorie, ideale per il recupero della forma fisica dopo l’abbondanza delle feste!

CONCHIGLIE SAPORITE ALLO ZAFFERANOconchiglie-zafferano_g
conchiglie 480 g
speck 100 g
panna per cucina 100 g
zafferano, una bustina
prezzemolo
sale

Calorie a porzione 340 – Le dosi son per 6 persone
Preparazione
Mettete al bollire la pasta. Tagliate a dadini lo speck e fatelo cuocere in una padella ben calda senza aggiungere grassi.
Unitevi la panna e, mescolando con un cucchiaio di legno, fatela addensare. Aromatizzatela con il contenuto della bustina di zafferano. Scolate la pasta dopo circa 15 minuti di cottura. Fatela saltare nella padella con il sugo preparato. Tritate finemente le foglioline di un mazzetto di prezzemolo e aggiungetele al tutto.

(fonte: staibene.it)

 

Biscotti Pan di Zenzero

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Il Natale si avvicina e questa è una tipica ricetta natalizia che viene dal Nord Europa: il pan di zenzero (gingerbread) è un impasto a base di spezie quali cannella, chiodi di garofano, noce moscata, con spiccata prevalenza di zenzero, usato generalmente per confezionare biscotti. Tipico dell’ Inghilterra, Nord America e paesi del Nord Europa, il pan di zenzero viene preparato in special modo sotto le feste natalizie per confezionare omini, casette e soggetti natalizi in genere.  I biscotti di pan di zenzero, vengono infine decorati con glassa colorata e tradizionalmente appesi al’albero di Natale.

Ingredienti per 30-35 biscotti:
Farina”00″ – 350 gr
Zucchero – 160 gr
Burro – 150 gr
Uova – 1
Sale – 1 pizzico
Miele – 150 gr (o melassa)
Cannella in polvere – 2 cucchiaini rasi
Noce moscata in polvere – 1/4 di cucchiaino
Zenzero – in polvere 2 cucchiaini rasi
Chiodi di garofano – in polvere 1/2 cucchiaino
Bicarbonato – 1/2 cucchiaino

Ingredienti per la glassa colorata:
Coloranti alimentari a piacere
Zucchero a velo 150 g
Uova – 1 albume

images (2)In una capiente ciotola, o nel vaso del mixer setacciate la farina con lo zucchero, aggiungete le spezie e il bicarbonato e in ultimo anche il burro freddo tagliato a tocchetti, aggiungete anche il miele e azionate a media velocità, fino a ottenere un composto bricioloso. In ultimo unite anche l’uovo e impastate ancora qualche istante fino a ottenere una palla. Avvolgete l’impasto di pan di zenzero nella pellicola trasparente e ponetelo in frigorifero per circa 2 ore. Trascorso il tempo necessario, stendete l’impasto con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di 4 mm.
Ricavate delle sagome con dei tagliapasta di diverse forme natalizie oppure a forma di omino, ponete su una teglia coperta con carta forno e passate in forno caldo a 180° per circa 10-12 minuti, fino a che saranno dorati. Nel frattempo preparate la glassa montando a neve ferma l’albume e incorporando poco alla volta, sempre sbattendo, lo zucchero al velo; suddividete la glassa in tante ciotoline quanti sono i colori che vorrete usare e aggiungete in ognuna un colorante alimentare. Ponetela in una tasca da pasticcere con la bocchetta liscia e molto stretta, e decorate a piacere i vostri biscotti di pan di zenzero!

(fonte: GialloZafferano)

La pasta cotta a regola d’arte – I consigli di Pasta Gragnano

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Per una buona cottura della pasta
DSC_5426Come cuocere la Pasta di Gragnano?
Il sito ufficiale http://www.pastaigragnanesi.it dà le indicazioni adatte ad avere una cottura perfetta.
“Perché tutto il mondo ama la pasta ma la pasta ama la tradizione italiana”!

La quantità d’acqua necessaria è da valutare in relazione alla quantità e alla forma della pasta da cuocere (per i paccheri, ad esempio, ci vuole molta più acqua che per le pennette): il rapporto ideale dovrebbe essere di circa 5 litri per 500 gr. di pasta.
La forma della pentola è importante, perchè deve poter contenere completamente ed immediatamente tutta la pasta al momento in cui la ‘caliamo’ nell’acqua bollente (per cuocere gli spaghetti e tutte le paste lunghe andrebbe meglio una pentola a forma ovale, dove immergere la pasta in orizzontale). Non è sempre necessario ‘rimestare’ la pasta ruvida (perché trafilata al bronzo) durante la cottura: tale operazione, eventualmente, va fatta solo qualche minuto dopo la ripresa dell’ebollizione, avendo cura di utilizzare mestoli e/o forchettoni di legno.
La scolatura della pasta cotta va fatta molto delicatamente, estraendo la pasta dall’acqua (con forchettoni, mestoli forati o mediante il cestello scolapasta già inserito nella pentola) quando è ancora molto al dente per consentire il successivo condimento, completamento della preparazione (per questo è utile conservare un po’ d’acqua di cottura).
Va ricordato infine che la pasta cotta al dente, oltre a conservare meglio i suoi principi nutrizionali, è più adatta ad una degustazione con soddisfazione anche del piacere della ‘palatabilità’ per la sua forma.

 

Thanksgiving Day

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Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese) è una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d’America in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto.

Cenni storici:

Questa storica tradizione, in origine di derivazione religiosa ma ora considerata secolare, risale all’anno 1621. Quando fu effettuato il raccolto nel novembre 1623 William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri Pellegrini, a Plymouth, nel Massachusetts, emise l’ordine:
« Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli ed i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina… per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni. »
I Padri Pellegrini, perseguitati in patria per le loro idee religiose piuttosto integraliste, decisero di abbandonare l’Inghilterra e andare nel Nuovo Mondo, l’attuale America del Nord. 102 pionieri (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) imbarcati a bordo della Mayflower, arrivarono sulle coste americane nel 1621, dopo un duro viaggio attraverso l’Oceano Atlantico; durante il viaggio molti si ammalarono e tanti morirono. Quando arrivarono, l’inverno era ormai alle porte; si trovarono di fronte ad un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da nativi americani. I Pellegrini avevano portato dall’Inghilterra dei semi di vari prodotti che si coltivavano in patria e li seminarono nella terra dei nuovi territori; vuoi per la natura del terreno, vuoi per il clima, la semina non produsse i frutti necessari al sostentamento della popolazione, per cui quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. Questa situazione rischiava di riproporsi anche l’anno successivo se non fossero intervenuti i nativi americani (gli indiani) che indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, nella fattispecie il granturco ed i tacchini. Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. I coloni invitarono alla festa anche gli indigeni, ai quali dovevano molto se la loro comunità aveva potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento nei nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste – in particolare il tacchino e la zucca – insieme ad altre carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.

Ogni Paese ha le sue ricorrenze e oggi è Thanksgiving americano (che si festeggia ogni anno il quarto giovedì di novembre): è un’occasione per gustare uno dei piatti tipici della tradizione americana.
Una sola precisazione: gli americani durante questa ricorrenza usano mastodontici tacchini, che difficilmente potrebbero accordarsi con le nostre esigenze famigliari e le dimensioni dei nostri forni. Per questo, nella ricetta qui proposta viene utilizzata una tacchinella di dimensioni normali.

tacchino-ripieno1-500x338Tacchino ripieno all’americana

Ingredienti:
1 tacchinella
100 gr di
1 cipolla piccola
50 gr di burro
3 cucchiai di mais dolce
7 prugne secche senza nocciolo

5 fette di pancarré
1 tazzina da caffè di latte
Prezzemolo tritato
Olio
Sale
Pepe

Procedimento:
Tritare nel mixer il bacon con la cipolla, mettere il tutto in una padella con il burro, il mais e le prugne e far rosolare. Fuori dal fuoco, aggiungere il pancarré tagliato a pezzetti, il latte, sale e pepe e il prezzemolo; mescolare bene e farcire l’interno della tacchinella dopo averla lavata. Cucire la tacchinella, metterla in una teglia unta d’olio, coprirla con alluminio e metterla a cuocere in forno a 180-200° per 1 ora e mezzo o 2. A cottura ultimata, togliere dal forno e porzionarla. Servire la carne accompagnata da una cucchiaiata di farcia.

(fonte: http://benedettaparodiblog.corriere.it/2011/11/23/tacchino-ripieno-allamericana/)

Il vino fai da te

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bicchiere-vinoLA NOTIZIA CURIOSA:

Dagli Stati Uniti arriva l’apparecchio per farsi il vino in casa. Si chiama WinePod e assomiglia a uno shaker di circa 1,2 metri. Basta inserire le uve e dopo qualche mese è possibile raccogliere l’equivalente di 48 bottiglie di vino. Il WinePod costa circa 4500 dollari ma probabilmente non arriverà mai sul mercato europeo. Il suo inventore, l’americano Greg Snell, ha deciso di puntare tutto sul mercato cinese. Anche se per molti analisti la crescita di una cultura vitivinicola in Cina potrebbe essere un ostacolo non indifferente.
(fonte: Italia Oggi)

Sempre in tema vino, in Francia un produttore di biodinamico rischia fino a 30mila euro di multa e 6 mesi di reclusione per non aver eseguito il trattamento obbligatorio contro la flavescenza dorata. Il caso, che contrappone le ragioni di prevenzione sanitaria delle autorità locali e quelle del singolo viticoltore che non vuole mandare a monte il lavoro attuato per arrivare alla produzione biodinamica pura, potrebbe costituire un importante precedente. (fonte: Wine News)

Prosciutto di Parma e patate dolci croccanti con aceto balsamico

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Una sfiziosa ricetta a base di Prosciutto crudo di Parma

INGREDIENTI X 4:

4 fette di Prosciutto di Parma tagliato finemente
2 o 3 fette di patate dolci tagliate finemente
5 gr. zenzero
olio extravergine per friggere q.b.
30 gr. sedano sbianchito tagliato a bastoncini
10 pomodorini pachino secchi (a seconda dei gusti, con aggiunta di sale, origano e aglio)
5 gr. peperoni tagliati in cubi di pochi millimetri
2 cucchiai di olio di oliva extra vergine
1 cucchiaino da caffe di aceto balsamico invecchiat
Sale q.b.

proPREPARAZIONE

Friggere le patate con abbondante olio caldo aromatizzato allo zenzero, raffreddare e asciugare dal grasso in eccesso.
Sistemare le patate croccanti in un piatto freddo e avvolgere con le fette di Prosciutto di Parma.
In una padella con olio di oliva extra vergine molto caldo saltare per pochi secondi il sedano, i pomodorini e i peperoni, salando un po’. Servire questa insalata calda nel piatto al lato del prosciutto, infine condire con l’aceto balsamico.

 

Tempo di polenta

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La polenta è un antichissimo piatto di origine italiana a base di farina di cereali.
L’Emilia Romagna è una delle regioni in cui questo tipico piatto tradizionale ha da sempre una forte diffusione: le ricette che la vedono protagonista sono innumerevoli e una più golosa dell’altra.

polenta 1PREPARAZIONE RICETTA BASE:
INGREDIENTI
Acqua, 2 lt
Olio extravergine di oliva, 1 cucchiaio
Sale grosso, 1 cucchiaio raso
Farina di mais bramata, 1/2 kg

Per preparare la polenta iniziate mettendo su fuoco vivo una pentola con l’acqua salata e portatela ad ebollizione.
Aggiungete quindi un cucchiaio raso di sale grosso, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva e la la farina gialla un po’ alla volta, molto lentamente per non provocare la formazione di quei fastidiosi grumetti chiamati in gergo tecnico “fraticelli”, e iniziate a mescolare il tutto con un bel mestolo di legno.
Continuate a mescolare sempre nello stesso verso, miscelando lo strato più profondo con quello più superficiale fino ad amalgamare il composto per bene . Se la polenta comincia a diventare troppo dura e compatta, allora aggiungete un mestolo d’acqua calda per renderla più morbida.
Dopo circa 40 minuti, durante i quali voi avrete continuato a girare imperterriti la polenta, questa inizia a staccarsi dai bordi della pentola ed in teoria potrebbe già essere servita in tavola ma, la polenta più si cuoce più viene buona quindi continuate la cottura per altri 20 minuti.
Terminata la cottura, la polenta si versa sul tradizionale tagliere in legno e si porta in tavola calda, già tagliata a fette.

COME CONDIRLA- IDEE VELOCI PER UN WEEK END TRA AMICI:

Stuzzichini-profumati-di-polenta_su_vertical_dynIngredienti:
Gorgonzola – Olio di oliva – Parmigiano – Rosmarino – Sale – Besciamella
Tagliate la polenta a bastoncini larghi circa 3 cm, sistemateli su una placca foderata con carta da forno, spolverizzateli con un trito di rosmarino fresco e un pizzico di sale, ungeteli con un filo di olio e passateli in forno a 200° per qualche minuto, finché saranno dorati. Accompagnateli con una besciamella morbida insaporita con una manciata di parmigiano grattugiato e qualche pezzetto di gorgonzola dolce.

(fonti: Giallo Zafferano, Donna Moderna)

Tornano il Golosario e Golosaria

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Quindicesima edizione per ilGolosario, best seller di oltre 1.000 pagine che racconta il gusto italiano con i suoi territori, i suoi prodotti tipici, i volti e le storie di chi produce, diventato libro cult e un vero e proprio riferimento del “turismo enogastronomico italiano”.

Tante le nuove scoperte di questa edizione che conta 1.420 produttori di qualità suddivisi tra microbirrifici, acetifici, torrefazioni, liquorifici, caseifici, salumifici, produttori ortofrutticoli, artigiani del dolce, produttori di confetture e marmellate, apicoltori, produttori di pane e farine, pastifici e riserie, trasformatori di prodotti ittici, produttori di sfiziosità sottovetro. E poi ancora le 4000 Botteghe e Boutique del Gusto; nel segno della qualità diffusa del vino italiano le 2240 cantine segnalate coi propri vini top. Non mancano gli oltre 700 oleifici e i 630 ristoranti d’Italia nei quali merita fare una sosta.

Nel frattempo, proseguono i preparativi per Golosaria Milano, rassegna di cultura e gusto, organizzata dal Club di Papillon, in programma al Superstudio Più di via Tortona 27 dal 16 al 18 novembre: un’occasione unica per scoprire la migliore selezione dell’enogastronomia made in Italy! 

Liquore all’Erba Luigia

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DSC_5953La preparazione è molto semplice e non richiede nessuna particolare attrezzatura, basta saper aspettare il tempo necessario per l’estrazione dei suoi oli essenziali tramite l’alcol a freddo.

Uno dei liquori più famosi della tradizione parmigiana è il liquore all’Erba Luigia, così chiamato in onore dell’amatissima sovrana Maria Luigia d’Austria, moglie di napoleone Bonaparte.

Il liquore, di un bellissimo verde smeraldo, è in vendita in ogni punto shop dell’Hostaria delle Terre Verdiane ma, se vi volete cimentare nella sua preparazione casalinga, questa è la ricetta:

Ingredienti:
300 gr di zucchero
600 ml di acqua
100 foglie di erba cedrina
4 foglie di menta e 2 foglie di basilico
1 limone
700 ml di alcool per alimenti

Preparazione: sciogliere su fuoco moderato 3 etti di zucchero in 600 ml d’acqua e lasciare raffreddare.
Una volta raffreddato, mettere questo sciroppo in un vaso da 2 Kg a chiusura ermetica insieme a 100 foglie di erba cedrina, 4 foglie di menta, 2 foglie di basilico, 1 limone tagliato a pezzi e 700 ml di alcool per cucina a 90°.
Lasciare il vaso a riposo in un locale buio, ricordandosi di agitarlo una volta al giorno.
Dopo un mese filtrare il tutto, imbottigliare e lasciare riposare per almeno otto mesi.
(fonte: http://turismo.comune.parma.it)

 

 

Slow Food Story

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Il cibo è un viaggio attraverso il gusto ed il Collecchio Film Festival, in scena fino a domenica nella suggestiva cornice del Parco Nevicati, per il decimo anno ha dato ampio respiro a film e documentari . Tema: il viaggio.
ll Collecchio Video Film Festival ha dedicato l’apertura della kermesse alla straordinaria epopea di un’idea partita dalla profonda provincia d’Italia e divenuta movimento globale: lo Slow Food.

SLOW FOOD STORY:

di Stefano Sardo, Italia, 2013
IL LUNGO VIAGGIO DI UN’IDEA
A chi guardasse solo oggi il fenomeno Slow Food salterebbero all’occhio gli numeri imponenti della sua diffusione internazionali: i 400 presìdi sparsi in tutto il mondo; la rete organizzativa quasi ‘militare’ che raccoglie, in un esercito pacifico e gioioso, milioni di persone in 150 paesi. Eppure la storia di Slow Food è innanzitutto quella di una piccola e potentissima idea coltivata da un gruppo di amici, un po’ guadenti e un po’ visionari, a Bra, cittadina di appena trentamila anime nel cuore delle Langhe cuneesi.

Bollicine italiane: Prosecco Servo Suo

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DSC_5342Nient’altro che un calice di queste bollicine 100% italiane serve per innamorarsi perdutamente del prosecco Servo Suo.

Il colore è un perfetto giallo paglierino dai riflessi verdognoli, il profumo gradevole e fruttato. Il contatto al palato è inizialmente delicato, a seguire morbido e ricco.
Nasce in Veneto, alle spalle di Venezia, nel cuore della zona classica del Prosecco DOC: qui sorge l’azienda agricola ColSaliz. Il nome del colle sembra derivi dalla conformazione del terreno di tipo arenario chiamato dialettalmente “saliz” che dà delle particolari caratteristiche alle uve di prosecco di questa zona. I vini prodotti in questa azienda sono tutti ottenuti da uve Prosecco di proprietà dove con modernissimi impianti di vinificazione si passa dalla spremitura soffice alla fermentazione del mosto in recipienti a temperatura controllata e successivamente in autoclavi per la presa di spuma. Il Prosecco ColSaliz viene proposto nelle due versioni: frizzante e spumante.

Vino di grande versatilità, è ottimo come aperitivo in tutte le occasioni, anche le più impegnative. In tavola va bene a tutto pasto sia con il pesce che con le carni leggere. Va servito a 6-8° C

Week end a tutta birra – parte 2

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DSC_5378Due nuove proposte artigianali direttamente da un birrificio del territorio di Parma, uno dei migliori su tutto il territorio nazionale: il Birrificio del Ducato che, in ogni sua produzione, si differenzia per la sensazione che le sue birre non pastorizzate provocano al primo impatto con il palato: la qualità si vede e, soprattutto, si sente.

BIRRA VIÆMILIA: bassa fermentazione, colore giallo dorato e caratterizzata da aromi floreali ed erbacei, accompagnata da reminescenze di miele d’acacia e un amaro pronunciato.
La VIÆMILIA è stata la prima birra creata dal Birrificio del Ducato. Nonostante sembri una semplice “birra chiara”, la sua lavorazione è lunga e delicata. Passa sei settimane in cantina: una settimana per la fermentazione primaria e oltre quattro settimane di maturazione a 3 °C, durante le quali avvengono una serie di reazioni che permettono alla birra giovane di affinarsi. In questo intervallo di tempo vengono aggiunti i preziosi fiori di luppolo che tutti gli anni, verso i primi giorni di settembre, vengono selezionati direttamente dai contadini di Tettnang (un piccolo paese del sud della Germania famoso per la straordinaria qualità dei suoi luppoli da aroma). È grazie a questa pratica (chiamata dry-hopping) che la VIÆMILIA esprime i suoi profumi floreali ed erbacei.

Abbinamenti: ottima con salumi del territorio (Culatello, Strolghino, Prosciutto di Parma), fritture di verdure e formaggi freschi (Caprini). Anche se si gusta molto bene da sola, moltissimi suoi ammiratori sono soliti usare l’espressione “da berne a secchiate”.

BIRRA A.F.O. ALE FOR OBSESSED: alta fermentazione, color ramato intenso, è caratterizzata dalla generosa luppolatura che prevede l’utilizzo di nove luppoli di diversa provenienza (tra cui gli americani Chinook, Cascade e Amarillo che le conferiscono profumi agrumati e di frutta esotica) e da un carattere caramellato con delicate tostature che equilibra egregiamente l’amaro.
La A.F.O., uscita contemporaneamente alla VIÆMILIA a fine marzo 2007, è stata la seconda creazione del Birrificio del Ducato ed è stata influenzata da subito dal carattere così nuovo e irresistibile dei luppoli americani.

Abbinamenti: carni rosse alla brace (manzo, agnello, maiale), Parmigiano Reggiano di 30 mesi (l’abbinamento ideale) 

Entrambe in vendita presso l’Hostaria delle Terre Verdiane, ottime anche come aperitivo e dopo cena. Da gustare fredde ma non ghiacciate.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.birrificiodelducato.net