Crema al Parmigiano

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crema di parmUn classico della cucina parmigiana: la crema di Parmigiano Reggiano in tre varianti, classica, al peperoncino, mascarpone e noci.

RICETTA:

Parmigiano grattugiato, olio di semi, vino bianco secco quanto basta.
Aggiungere a piacimento mascarpone e noci sgusciate o peperoncino macinato.

IMPASTARE CON UN CUCCHIAIO DI LEGNO.

Slow Food Story

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Il cibo è un viaggio attraverso il gusto ed il Collecchio Film Festival, in scena fino a domenica nella suggestiva cornice del Parco Nevicati, per il decimo anno ha dato ampio respiro a film e documentari . Tema: il viaggio.
ll Collecchio Video Film Festival ha dedicato l’apertura della kermesse alla straordinaria epopea di un’idea partita dalla profonda provincia d’Italia e divenuta movimento globale: lo Slow Food.

SLOW FOOD STORY:

di Stefano Sardo, Italia, 2013
IL LUNGO VIAGGIO DI UN’IDEA
A chi guardasse solo oggi il fenomeno Slow Food salterebbero all’occhio gli numeri imponenti della sua diffusione internazionali: i 400 presìdi sparsi in tutto il mondo; la rete organizzativa quasi ‘militare’ che raccoglie, in un esercito pacifico e gioioso, milioni di persone in 150 paesi. Eppure la storia di Slow Food è innanzitutto quella di una piccola e potentissima idea coltivata da un gruppo di amici, un po’ guadenti e un po’ visionari, a Bra, cittadina di appena trentamila anime nel cuore delle Langhe cuneesi.

Souvenir da Parma

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Lomogram_2013-08-20_11-50-12-AMIl vero turismo a Parma inizierà a breve: la stagione migliore per visitarla parte a metà settembre e termina a fine novembre, nebbia permettendo.
In ogni caso, uno dei migliori souvenir gastronomici da portare a casa in qualsiasi periodo dell’anno è lui: il Prosciutto di Parma.
Rigorosamente con il marchio con la corona a cinque punte.

Imperdibile, inoltre, il museo dedicato al nostro Re dei salumi: Il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma propone un percorso che consente di ricostruire il processo di produzione, dal suino ai salumi, dei pregevoli prodotti dell’arte salumaria parmense.

C/o Ex Foro Boario
Via Bocchialini, 7
Langhirano (PR)

Buon lunedì!

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Una ricetta dolce e semplice per cominciare meglio la prima settimana di rietri lavorativi!

BICCHIERINI DI ANGURIA E YOGURT (fonte: giallozafferano.it)

Bicchierini d anguria e yogurt Un dessert semplice e goloso, ideale per concludere un pranzo o una cena estivi con freschezza e bontà. Con pochi ingredienti, riuscirete a preparare un dolce fresco, con cui conquisterete proprio tutti.
Vi basta realizzare una densa e avvolgente crema allo yogurt, mescolando lo yogurt e la panna fresca montata con un po’ di colla di pesce. Abbinate alla crema allo yogurt uno dei simboli dell’estate: l’anguria! Dopo averla tagliata a cubotti, frullatela e ricavatene una deliziosa gelatina, che andrete ad alternare alla crema in diversi strati. Il segreto di questo dolce irresistibile è l’attesa: ogni strato deve rassodare in frigo almeno per un’ora, in modo che, una volta pronto, il cucchiaino incontri una cremosa resistenza.
Il risultato sarà una serie di graziosi bicchierini “a strisce” decorati con delle golose gocce di cioccolato, che sembreranno i semini dell’anguria. Preparate i bicchierini d’anguria e yogurt e vi leccherete i baffi ad ogni strato!

DOSI PER 4 BICCHIERINI DA CIRCA 120ML:

125g YOGURT GRECO
70g PANNA FRESCA
15g ZUCCHERO A VELO

PER LA GELATINA ALL’ANGURIA:

250g POLPA DI ANGURIA
8g COLLA DI PESCE

PER DECORARE:

CIOCCOLATO A PIACIMENTO

Bollicine italiane: Prosecco Servo Suo

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DSC_5342Nient’altro che un calice di queste bollicine 100% italiane serve per innamorarsi perdutamente del prosecco Servo Suo.

Il colore è un perfetto giallo paglierino dai riflessi verdognoli, il profumo gradevole e fruttato. Il contatto al palato è inizialmente delicato, a seguire morbido e ricco.
Nasce in Veneto, alle spalle di Venezia, nel cuore della zona classica del Prosecco DOC: qui sorge l’azienda agricola ColSaliz. Il nome del colle sembra derivi dalla conformazione del terreno di tipo arenario chiamato dialettalmente “saliz” che dà delle particolari caratteristiche alle uve di prosecco di questa zona. I vini prodotti in questa azienda sono tutti ottenuti da uve Prosecco di proprietà dove con modernissimi impianti di vinificazione si passa dalla spremitura soffice alla fermentazione del mosto in recipienti a temperatura controllata e successivamente in autoclavi per la presa di spuma. Il Prosecco ColSaliz viene proposto nelle due versioni: frizzante e spumante.

Vino di grande versatilità, è ottimo come aperitivo in tutte le occasioni, anche le più impegnative. In tavola va bene a tutto pasto sia con il pesce che con le carni leggere. Va servito a 6-8° C

Ferragosto… alla Galleria di Salsomaggiore!

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ferra

 Vi aspettiamo all’Hostaria delle Terre Verdiane “La Galleria” di Salsomaggiore Terme!

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/HostariaDelleTerrreVerdianeSalsomaggioreTerme

Per informazioni: 0524 577068

Viva… Gli spaghetti al pomodoro!

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Non è solo una ricetta: è LA ricetta italiana per eccellenza, l’emblema del gusto made in Italy.
Sono gli spaghetti al pomodoro, copiati in tutto il mondo con risultati più o meno accettabili.
Complici di questo successo planetario innanzitutto la fitta emigrazione di italiani all’estero, a cui sono seguiti film, telefilm prodotti soprattutto in America.
E, a questo proposito, senza l’America questo piatto non sarebbe stato possibile, in quanto prima importatrice di pomodoro in Europa, prima di allora sconosciuto.

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BREVE CENNI BIOGRAFICI:

In origine gli spaghetti, come tutte le paste asciutte, erano perlopiù conditi di solo formaggio e pepe. Solo tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX si afferma l’uso di condire la pasta con il pomodoro. La prima testimonianza in tal senso è iconografica e si ritrova in un presepe napoletano databile agli inizi del settecento, conservato nella Reggia di Caserta, nel quale due contadini arrotolano attorno alla forchetta i primi spaghetti colorati di rosso. Bisognerà però attendere i primi decenni del XIX secolo per vedere pubblicata la prima ricetta in cui la pasta sia abbinata al pomodoro.

RICETTA:
Utilizzare esclusivamente ingredienti di prima qualità. In questo caso, pasta e salsa sono entrambi del Pastaio di Gragnano: qualità eccelsa, sapore sublime.

INGREDIENTI per 4 persone

320 g di spaghetti
600 g di pomodori pelati
100 g di cipolle bionde
uno spicchio d’aglio
8 foglie di basilico
3 cl di olio extravergine di oliva
40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE 10 minuti per la preparazione + 20 minuti per la cottura

Lavate, pelate e tagliate a pezzi piccoli le cipolle.
Mettete un tegame con l’olio a fuoco medio, una volta caldo aggiungete le cipolle appena tagliate e lo spicchio d’aglio non sbucciato.
Una volta che le cipolle saranno appassite, aggiungete i pomodori tagliati a pezzi, il basilico, il sale, il pepe e fate cuocere per circa 20 minuti.
Nel frattempo in una pentola con abbondante acqua bollente e salata cuocete la pasta.
Scolatela al dente e conditela con la salsa di pomodoro, spolverate con il parmigiano e un filo di olio extra vergine d’oliva a crudo.

Buon appetito!

Week end a tutta birra – parte 2

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DSC_5378Due nuove proposte artigianali direttamente da un birrificio del territorio di Parma, uno dei migliori su tutto il territorio nazionale: il Birrificio del Ducato che, in ogni sua produzione, si differenzia per la sensazione che le sue birre non pastorizzate provocano al primo impatto con il palato: la qualità si vede e, soprattutto, si sente.

BIRRA VIÆMILIA: bassa fermentazione, colore giallo dorato e caratterizzata da aromi floreali ed erbacei, accompagnata da reminescenze di miele d’acacia e un amaro pronunciato.
La VIÆMILIA è stata la prima birra creata dal Birrificio del Ducato. Nonostante sembri una semplice “birra chiara”, la sua lavorazione è lunga e delicata. Passa sei settimane in cantina: una settimana per la fermentazione primaria e oltre quattro settimane di maturazione a 3 °C, durante le quali avvengono una serie di reazioni che permettono alla birra giovane di affinarsi. In questo intervallo di tempo vengono aggiunti i preziosi fiori di luppolo che tutti gli anni, verso i primi giorni di settembre, vengono selezionati direttamente dai contadini di Tettnang (un piccolo paese del sud della Germania famoso per la straordinaria qualità dei suoi luppoli da aroma). È grazie a questa pratica (chiamata dry-hopping) che la VIÆMILIA esprime i suoi profumi floreali ed erbacei.

Abbinamenti: ottima con salumi del territorio (Culatello, Strolghino, Prosciutto di Parma), fritture di verdure e formaggi freschi (Caprini). Anche se si gusta molto bene da sola, moltissimi suoi ammiratori sono soliti usare l’espressione “da berne a secchiate”.

BIRRA A.F.O. ALE FOR OBSESSED: alta fermentazione, color ramato intenso, è caratterizzata dalla generosa luppolatura che prevede l’utilizzo di nove luppoli di diversa provenienza (tra cui gli americani Chinook, Cascade e Amarillo che le conferiscono profumi agrumati e di frutta esotica) e da un carattere caramellato con delicate tostature che equilibra egregiamente l’amaro.
La A.F.O., uscita contemporaneamente alla VIÆMILIA a fine marzo 2007, è stata la seconda creazione del Birrificio del Ducato ed è stata influenzata da subito dal carattere così nuovo e irresistibile dei luppoli americani.

Abbinamenti: carni rosse alla brace (manzo, agnello, maiale), Parmigiano Reggiano di 30 mesi (l’abbinamento ideale) 

Entrambe in vendita presso l’Hostaria delle Terre Verdiane, ottime anche come aperitivo e dopo cena. Da gustare fredde ma non ghiacciate.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.birrificiodelducato.net

Angoli di Hostaria

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dsc_5063.jpgLa cucina dell’Hostaria, i suoi prodotti, la sua cortesia e le sue suggestioni uniche vi aspettano, dal lunedì al giovedì, dalle 7.00 alle 21.00, e dal venerdì alla domenica, dalle 7.00 alle 23.00.

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Gragnano è… Pasta italiana

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Il loro motto è La pasta come si faceva una volta. A Gragnano si fa ancora.

Perchè questa pasta è così diversa dalle altre? Il sapore, la consistenza, la cottura, il connubio perfetto con il sugo scelto: tutto è amplificato usando una pasta creata con ingredienti della più alta qualità, amalgamati secondo antiche ricette originali.

Il segreto qual è? “Adoperiamo le migliori miscele di semola – spiega Giovanni D’Avino, presidente Cooperativa Pastai Gragnanesi, sul sito di riferimento – grani duri di primissima qualità a basso contenuto di ceneri e ad alta qualità proteica. Impieghiamo trafile di bronzo di piccole dimensioni per assicurare alla pasta una trafilatura lenta e a bassa pressione e garantiamo un’essiccazione naturale, lenta e statica, salvaguardando al meglio le proteine della pasta e quindi il suo sapore e le sue capacità nutritive”.

ESSENZIALI INDICAZIONI PER UNA BUONA COTTURA DELLA PASTA (fonte: http://www.pastaigragnanesi.it)

pasta gragnano

Come cuocere la Pasta di Gragnano?

La quantità d’acqua necessaria è da valutare in relazione alla quantità e alla forma della pasta da cuocere (per i paccheri, ad esempio, ci vuole molta più acqua che per le pennette): il rapporto ideale dovrebbe essere di circa 5 litri per 500 gr. di pasta.
La forma della pentola è importante, perchè deve poter contenere completamente ed immediatamente tutta la pasta al momento in cui la ‘caliamo’ nell’acqua bollente (per cuocere gli spaghetti e tutte le paste lunghe andrebbe meglio una pentola a forma ovale, dove immergere la pasta in orizzontale). Non è sempre necessario ‘rimestare’ la pasta ruvida (perché trafilata al bronzo) durante la cottura: tale operazione, eventualmente, va fatta solo qualche minuto dopo la ripresa dell’ebollizione, avendo cura di utilizzare mestoli e/o forchettoni di legno.

La scolatura della pasta cotta va fatta molto delicatamente, estraendo la pasta dall’acqua (con forchettoni, mestoli forati o mediante il cestello scolapasta già inserito nella pentola) quando è ancora molto al dente per consentire il successivo condimento, completamento della preparazione (per questo è utile conservare un po’ d’acqua di cottura).
Va ricordato infine che la pasta cotta al dente, oltre a conservare meglio i suoi principi nutrizionali, è più adatta ad una degustazione con soddisfazione anche del piacere della ‘palatabilità’ per la sua forma.

Il Pastaio di Gragnano è in vendita in tante varietà di formati presso l’Hostaria delle Terre Verdiane di San Michele Campagna, a due passi dall’uscita dell’autostrada di Fidenza.
Info: http://www.parmamenu.it/

Frutti dimenticati

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Frutti dimenticati o meglio conosciuti come frutti antichi, ovvero quelle varietà di frutta che, per ragioni legate alla loro commerciabilità, sono state escluse dalla vendita al dettaglio.
Nella fattispecie, queste varietà sono caratterizzate da frutti troppo piccoli, dall’aspetto bruttino e quindi poco adatte al commercio, magari anche con un sapore troppo particolare, non facilmente apprezzabile.
La ricerca e il conseguente recupero delle antiche varietà da frutto ha avuto inizio negli anni ’80, quando pochissimi amatori, non professionisti, veri archeologi vegetali, memori dei sapori del passato, hanno intrapreso una paziente “caccia al tesoro” per campagne, colline e montagne, giardini e frutteti abbandonati, nella speranza di trovare qualche pianta da frutto superstite di un’epoca in cui ancora veniva accudita ai fini produttivi.
A queste riscoperte sono legate storie incredibili: varietà trovate all’interno di conventi arroccati su montagne del centro Italia, altre recuperate sul ciglio di una strada di campagna, nei boschi o nelle antiche dimore storiche di famiglie nobili ormai estinte, molte salvate dalle ruspe o che dal diserbante. Così sono state recuperate, soprattutto grazie all’intervento di privati appassionati e da vivaisti lungimiranti.
Fra i vantaggi offerti dalle varietà antiche vi è la loro forte capacità di adattamento all’ambiente e una buona resistenza ai parassiti, oltre, ovviamente, a una dose consistente di “rusticità” che si nota nei dettagli: buccia più spessa, sapori decisi e originali, dimensioni ridotte e contorte. La loro coltivazione richiede però maggiore impegno e, per quanto riguarda la commercializzazione, è preferibile la vendita diretta, in modo tale che il consumatore abbia la possibilità di conoscerne il valore aggiunto.
frutti antichiAlcuni dei frutti antichi più curiosi è la Mela Cioca Rumela, un insolito frutto con una cavità al centro che fa sì che, una volta agitata, la mela produca un rumore simile ad una scatoletta piena di semi.
Il Biricoccolo invece, conosciuto anche con il nome dialettale di Albicocco del Papa, era invece molto diffuso nella Pianura Padana e caratterizzato da fioritura rigogliosa, oltre che da un piccolo frutto con polpa arancio e buccia molto pelosa.
Tra le varietà di pera troviamo la strangola Preti, che matura nelle prime due settimane di ottobre, un frutto piccolo, da consumare cotto e una polpa abbastanza croccante e dal sapore aromatico.
Mentre tra le numerosissime specie di melo, troviamo la mela Limoncino, piccola, dalla forma allungata e con un caratteristico sapore acidino che ricorda il limone.

Nel territorio di Parma e dintorni, i frutti antichi hanno un pubblico affezionato e ancora più affezionati coltivatori: il sito di riferimento è http://www.fruttiantichi.net e sabato 5 e domenica 6 ottobre, dalle 9.00 alle 18.30, tornerà l’annuale rassegna dedicata ai frutti antichi al Castello di Paderna, in provincia di Piacenza: una manifestazione unica per toccare con mano alcune meraviglie della natura, visitare mostre e

Week end a tutta birra – parte 1

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Le mode dei cocktails estivi difficilmente subiscono cambiamenti: in spiaggia, in piscina e ovunque ci sia acqua fresca a fare da sfondo, il mojito resta la bevanda alcolica più consumata da quando il mito di Ernest Hemingway ne diffuse la cultura, affiancato da Margarita, Cuba Libre, Negroni, Cosmopolitan.
birraNelle calde sere estive in città è invece la birra a essere sempre più protagonista indiscussa dall’aperitivo al dopo cena: il consiglio è di non farsi cogliere mai impreparati, tenendo sempre in frigorifero un paio di birre a km zero.
Parma, provincia e dintorni non mancano di stupire per l’ampia varietà di birre che è possibile trovare nei microbirrifici artigianali sparsi su tutto il territorio:

Birrificio del Ducato – Golden Ale: “La Golden Ale ha profumi che ricordano il cedro e il limone, con sfumature di miele d’acacia. Al gusto le tenui note del malto sono equilibrate da un amaro discreto. Di corpo leggero, ha un finale secco e pulito. Questa è una birra molto fresca, semplice ma non banale, facile da bere ma anche ricca di gusto. La Golden Ale interpreta lo stilnovismo birrario di questi tempi, l’uso di luppoli americani come Citra e Athanum insieme a nobili luppoli tedeschi permettono di ottenere quel bouquet così fine e seducente che inebria i sensi ci porta a berne e riberne”.

Beerbante di Colorno: Terza Media: “European Pale Lager, Bohemian Pilsner a bassa fermentazione e dal colore biondo come il grano sotto il sole di mezzogiorno. Va servita a 8°C, il risultato è una birra che soddisfa tutti i palati con la sua semplicità e piacevolezza. Molto delicata, viene proposta in fusto da cui è possibile spillarla a freddo o in bottiglia”.

Birra di Parma Oro delle cantine Ceci: “Birra non filtrata, non pastorizzata, rifermentata in bottiglia con i lieviti del lambrusco. Perfetta in abbinamento con antipasti, primi piatti non elaborati, formaggi vaccini freschi, sposa anche arrosti di carni bianche o saporite zuppe di verdure, anche se bevuta come aperitivo da il meglio di sé: è ottenuta da una  miscela di malti europei, che consente alla birra di avere un corpo pieno e contemporaneamente una alta bevibilità. Il meltin pot dei luppoli caratteristico, soprattutto perché rilasciano delle decise sensazioni aggrumate e fresche”.

Sono ben accetti consigli e segnalazioni di ottime birre artigianali…nel frattempo buon fine settimana, con l’invito a gustare una birra seduti nei tavolini all’aperto dell’Hostaria delle Terre Verdiane a Salsomaggiore, via Loschi 5!

 

Aspettando il Bicentenario Verdiano

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Cattura

Nacque il 10 ottobre 1813, Giuseppe Verdi, l’uomo che avrebbe cambiato per sempre il volto di Parma e della musica.
Nacque in un piccolissimo borgo della Bassa parmense, allora chiamato Le Roncole, oggi Roncole Verdi in suo onore.
E, per celebrarlo, nonostante le difficoltà del momento, sono in programma nel mese di ottobre numerose manifestazioni musicali e culturali, tra cui la messa in scena di tre sue opere: calcheranno il palco del Teatro Regio di Parma i personaggi e le musiche de I Masnadieri, Falstaff e Simon Boccanegra.

Il programma completo del Teatro Regio è consultabile all’indirizzo: http://www.teatroregioparma.org/verdifest/

Elogio della bicicletta (e della Bassa)

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biciUna delle immagini più evocative che contraddistinguono la Bassa parmense, terra di storia e sapori, è innegabilmente la bicicletta. Vecchie grazielle un po’ sgangherate con cui tuttora è un piacere percorrere gli argini del Po, le strade bianche attraverso i campi e gli acciottolati dei centri storici, all’ombra di porticati che sembrano non finire mai.

Non è raro trovare foto d’archivio che documentino quanto questo mezzo di trasporto abbia contrassegnato generazioni e generazioni che, soprattutto a partire dall’inizio del ‘900, hanno viaggiato a cavallo di due ruote, due pedali e con il vento tra i capelli.
Nonni e bisnonni di tutte le famiglie parmensi hanno almeno un aneddoto di vita che racconta di biciclette: una scampagnata in due, con la fidanzata appesa alla canna o seduta sul portapacchi; le staffette antifasciste, le donne che caricavano la bicicletta di borse nei giorni di mercato. E, ancora, fughe d’amore o dalle piene del Po, traslochi, pendolari che della bicicletta hanno fatto necessità e virtù.

Sono molte le città dell’Emilia dove la bicicletta rimane il mezzo di trasporto più diffuso e usato, soprattutto per muoversi in città: Parma è tra queste.
I motivi sono tanti: comoda, pratica, facile da parcheggiare, zero spese, zero consumi e, aspetto non da sottovalutare, un aiuto all’attività fisica. Senza considerare il buon umore che sa scatenare una pedalata, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

Anche il mondo del cinema ha saputo raccontare il fascino e la semplicità della vita a due ruote (senza motore) con alcune scene entrate a far parte nella storia della cinematografia:

(R)Estate a tavola

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Il piatto più abusato dell’estate: come già accennato si tratta dell’insalata. Cruda, cotta, vegetariana, crudista, esotica. Le possibilità sono infinite e, ancora un volta, una proposta decisamente allettante e originale arriva dalla blogger Mary, cuoca per caso e per passione, piena di talento e inventiva.
Questa ricetta semplice e veloce riunisce in sé gusti particolari, sapientemente assemblati: il risultato è un piatto decisamente gustoso, evocativo e fuori dal comune.

INSALATA DI VALERIANA, ANANAS, AVOCADO E MAZZANCOLLE CON SALSA PICCANTE AL LIME
(ottimo l’abbinamento con il PANE PIATTO ARMENO di cui è stata trascritta la ricetta non molto tempo fa)

Ricetta per 2:

Valeriana
1/2 avocado
2 fette di ananas
10/12 mazzancolle
olio
sale
pepe
succo di 1 lime

Per la salsa:
50 gr di yogurt greco
4 cucchiaini di olio extra vergine d’oliva
2 cucchiaini di zucchero di canna
1 piccolo peperoncino piccante a pezzettini
3/4 foglioline di menta sminuzzate
succo di 1 lime

insalata

Scottate le mezzancolle per 2 minuti in acqua calda. Passatele sotto l’acqua fredda e privatele del guscio esterno, incidetene il dorso ed eliminate il filamento nero. Trasferitele in una ciotola e conditele con pepe, olio, sale e succo di lime. Mettete in frigo.
Preparate la salsa, mescolando bene tra loro gli ingredienti e trasferite in frigo.
Componete l’insalata mettendo in ciascuna ciotola la valeriana, l’avocado e l’ananas a pezzi. Condite con un filo d’olio ed un pizzico di sale. Completate con i gamberetti scolati dalla marinatura e servite con la salsa a parte.